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«Servono campagne educative piuttosto che repressioni inutili»

Da "Il Sole 24 Ore" di martedì 10 aprile 2012

C'è il rischio che si consolidi nel costume quotidiano delle famiglie una cultura dell'azzardo che ha risvolti pesanti e costi sociali elevati

L'offerta è smisurata ma non possiamo fare un'opera repressiva e moralistica. Dobbiamo invece lavorare attraverso una campagna educativa, perché se il gioco d'azzardo si introduce nel costume quotidiano delle famiglie italiane, si consolida una cultura di massa che ha risvolti pesanti e costi sociali altissimi». Sul tema Andre a Riccardi, ministro perla Cooperazione internazionale e l'integrazione, non ha mai scelto Mezze risposte o diplomatiche vie di fuga.

Ministro, il conflitto di interesse è evidente; da un lato i Monopoli spingono il business e dall'altro la parte di Stato attenta ai cittadini tenta di tutelarli, con molte difficoltà...
È vero, lo Stato si compone di diversi interessi e noi abbiamo la responsabilità di equilibrarli. Dobbiamo difendere i cittadini rendendoli consapevoli dei rischi che incontrano, non dando battaglia ai Monopoli, ma tutelando i minori e le fasce deboli e modificando l'ingannevole messaggio vincente che molte pubblicità
legano al gioco. In più, proprio nei momenti di maggiore crisi economica, quando le sicurezze sono poche, il gioco può apparire come una via di fuga, può rappresentare una falsa speranza. Per questo è importante lavorare sull'informazione: chi gioca deve essere consapevole dell'alea, deve sapere quante possibilità ha di vincere. Chi compra un biglietto della lotteria oggi sa solo quanti milioni di euro sono in palio. Deve anche conoscere con precisione quanti biglietti sono stati stampati e quali sono le reali possibilità di vincita.

Il bombardamento pubblicitario,infatti, rappresenta un pericolo; ma come succede sempre in presenza di grandi interessi, in molti minimizzano i rischi.
Guardi, dopo le mie dichiarazioni sul gioco d'azzardo ho ricevuto moltissime lettere e ho raccolto altrettante storie. Storie incredibili, di persone e famiglie rovinate dal gioco, testimonianze talmente drammatiche da sembrare romanzesche, e che rendono impossibile sottovalutare il problema.

Quindi, quali sono le soluzioni?
Con il ministro della Salute Balduzzi stiamo lavorando su due piani: quello della pubblicità e quello del riconoscimento effettivo della ludopatia come malattia e, come tale, problema da prevenire e curare. Per quanto riguarda la pubblicità, occorre che sia trasparente, evitando messaggi ingannevoli. Poi, per controbilanciare, bisogna proporre campagne di comunicazione che raccontino i rischi e le conseguenze del gioco d'azzardo.

E per i minori?
Innanzitutto bisogna fare in modo che i messaggi pubblicitari siano esclusi dalle fasce orarie protette, evitare cartelloni nei mezzi pubblici, affissioni lontane dalle scuole, spot in trasmissioni o su riviste destinate ai ragazzi. Mi ha colpito una pubblicità destinata alle scuole superiori: dicevain sostanza che chi non gioca, sia pure con moderazione, è un "triste". Il gioco, nella storia, ha sempre avuto una, finalità sociale di gruppo. Pensiamo alle allegre tombolate natalizie in famiglia. Invece questo è un gioco che si fa da soli, davanti a un computer o a una macchinetta. A me sembra molto più triste questo.

Gli adulti a rischio non sono pochi, si parla del 2% di coloro che hanno giocato almeno una volta. Per loro quale tutela?
Gli adulti vanno "attrezzati" con l'informazione. La vita sociale è libera e autonoma e non si può pensare dirisolvere i problemi con la repressione statale. Per il Paese il gioco rappresenta un doppio problema che ha però cure diverse: quello abusivo che alimentala criminalità organizzata e che va combattuto con durezza, e quello regolare che va affrontato rendendo consapevoli i cittadini. Lo Stato guadagna molto dal gioco e, quindi, deve non solo tutelare le fasce deboli, ma anche farsi carico delle persone che rimangono ''impigliate" nella rete del gioco d'azzardo compulsivo, le quali, oltre ad andare in rovina finanziaria, finiscono molto spesso
per" alimentare il perverso circuito dell'usura.

L'offerta, Ministro, resta però ampia e ubiqua...
È vero, è per questo che sarà necessaria una responsabilizzazione degli enti locali...

di ROSALBA REGGIO

L'agenda del Ministro

Lunedì 8 aprile ore 12:00

Convegno in occasione della giornata internazionale dei Rom

Presidenza del Consiglio dei Ministri - Sala Polifunzionale, Via Santa Maria in Via, 37

Saranno presenti numerosi esponenti delle comunità Rom e Sinti, il ministro per la Cooperazione Internazionale e l'Integrazione prof. Andrea Riccardi e il sindaco del comune di Lamezia Terme prof. Gianni Speranza.