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La famiglia come punto di forza l’immigrazione mordi e fuggi è finita

Da "Il Messaggero" di giovedì 24 maggio 2012

Caro direttore, ho letto con molto interesse i dati del Rapporto annuale dell'Istat e ho trovato, insieme a qualche preoccupazione per il quadro economico complessivo, anche delle conferme delle idee e delle politiche che sto cercando di portare avanti come ministro che si deve occupare di famiglia e integrazione. In un momento di grande crisi economica, la famiglia si conferma come un punto di forza dell'intero sistema italiano, nonostante le tante criticità.

E segnali positivi arrivano dal mondo dell'immigrazione, dove a dispetto di letture pessimistiche, si registrano importanti passi in avanti sulla strada dell'integrazione.

Guardiamo intanto al panorama dei giovani in cerca di lavoro. Secondo l'Istat ormai 4 su dieci rimangono a casa con i genitori perché non trovano occupazione. Si è irriso, qualche volta, al familismo italiano e molti osservatori considerano questo un dato negativo. Vorrei provare, per una volta, a rovesciare il discorso. Cosa accadrebbe a questi giovani inoccupati se non ci fosse per loro la rete familiare? Quale sarebbe il loro destino? Sarebbero un esercito di sbandati vaganti senza meta.

Stessa logica può valere per gli anziani: la popolazione tende a invecchiare. La famiglia funziona anche qui da rete, evitando il più possibile agli anziani forme di ricovero in istituti, demoralizzanti per le persone e costosissime per le casse statali. Ma la famiglia chiede in questa opera preziosa l'ausilio dello Stato o di persone esterne. Non è un caso che secondo l'Istat la maggiore richiesta, oggi, delle famiglie italiane è concentrata sui servizi alla persona (baby-sitting, assistenza agli anziani o ai non auto sufficienti). E un settore lavorativo che fa registrare, in mezzo a tanti cali, un segno positivo nell'occupazione (più 19,4 per cento). Si noti che quattro quinti di questo settore è assorbito da lavoratori immigrati. E un campo professionale destinato ad ampliarsi e che rappresenta una opportunità per tanti giovani.

Vorrei guardare ancora dentro i dati Istat. Essi parlano di un'inversione di tendenza della natalità. Oggi si fanno più figli al Nord, dove c'è maggiore benessere. Maggiore benessere si raggiunge anche grazie all'aumento dell'occupazione femminile. Questo importante obiettivo si ottiene aiutando la donna a lavorare, sia attraverso l'istituzione di servizi pubblici destinati all'infanzia (asili nido e scuole materne), sia attraverso il ricorso a servizi domiciliari di baby-sitting, nei quali prevalgono i lavoratori stranieri. Al Sud, la tradizione prolificità delle mamme meridionali sembra subire una brusca frenata. Questo conferma la valenza strategica della scelta, fatta insieme al ministro Barca, di concentrare nelle Regioni meridionali una consistente somma di denaro (730 milioni di curo, da destinare agli asili nido e all'assistenza domiciliare per gli anziani), oltre a 37 milioni per sostenere la creazione di nuove imprese giovanili.

Un capitolo a parte: l'immigrazione in Italia sta perdendo la caratteristica del mordi e fuggi. La metà dei lavoratori stranieri è in Italia da più di cinque anni. Molti di loro hanno portato qui la loro famiglia o hanno deciso di mettere al mondo in Italia i loro figli. 25 mila ragazzi maggiorenni, figli di stranieri ma nati e cresciuti in Italia, hanno chiesto e ottenuto la cittadinanza. Questo vuol dire che la fase dell'emergenza sta finendo e che occorre invece lavorare sempre di più sulle politiche dell'integrazione.

Per concludere. La famiglia italiana si sta trasformando, è vero. Ma non è un'istituzione declinante. E l'ossatura portante del nostro Paese. II numero dei componenti diminuisce. ma cresce invece il numero assoluto delle famiglie. Oggi chi è senza famiglia è più povero, oltre che più solo. Le reti familiari - in particolare i nuclei con un alto numero di figli - domandano più attenzione da parte dello Stato. E anche un'inversione di tendenza nel dibattito culturale. I legami familiari sono un'opportunità anche nel mondo del lavoro, anche per lo sviluppo dell'economia. non una zavorra.

Di Andrea Riccardi

L'agenda del Ministro

Lunedì 8 aprile ore 12:00

Convegno in occasione della giornata internazionale dei Rom

Presidenza del Consiglio dei Ministri - Sala Polifunzionale, Via Santa Maria in Via, 37

Saranno presenti numerosi esponenti delle comunità Rom e Sinti, il ministro per la Cooperazione Internazionale e l'Integrazione prof. Andrea Riccardi e il sindaco del comune di Lamezia Terme prof. Gianni Speranza.