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Giornata Memoria: Riccardi, coscienza cresciuta in Italia e rammarico per mancata legge contro odio razziale su web
La Giornata della Memoria «È una esperienza culturale importante che negli ultimi tempi ha trovato dei riferimenti come quello rappresentato dai 150 anni dell'unità ed è stata rivissuta come esperienza nazionale».
Lo ha detto il ministro della Cooperazione internazionale e l'Integrazione Andrea Riccardi presentando gli eventi in programma per la Giornata della Memoria (27 gennaio 2013), quest'anno dedicata alla rivolta del ghetto di Varsavia. Hanno partecipato il presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Renzo Gattegna, il prof. Marcello Pezzetti, storico della Shoah e Victor Magiar, assessore alla cultura UCEI.
Intervento del ministro per la Cooperazione internazionale e l'Integrazione, Andrea Riccardi
«All'esterno dello Yad Vashem a Gerusalemme ci sono due sculture di bronzo dello stesso artista, Nathan Rapoport. La prima, intitolato "L'ultima marcia", è un basso rilievo che raffigura un gruppo di ebrei, donne, giovani, anziani e bambini, a capo chino, con i rotoli della Legge in mano, scortati verso la sterminio dalle baionette delle SS. Accanto a questa scena c'è il monumento a Mordechaj Anielewicz, il giovane comandante dell'Organizzazione ebraica combattente, protagonista e infine vittima della rivolta del Ghetto di Varsavia. Significativamente i due modi di reagire allo sterminio, andando incontro alla morte con fede o morire con le armi in pugno, sono celebrati insieme e allo stesso modo. Non c'è un giudizio di valore, credo, in quei due monumenti paralleli. Che rappresentano le due facce della stessa folle, incommensurabile tragedia storica della Shoah e delle sue vittime.
Le celebrazioni del Giorno della Memoria quest'anno sono in particolare dedicate a quegli ebrei che resistettero con le armi di fronte alla furia nazista.
Da un punto di vista storico credo sia molto importante far conoscere ai giovani, ma non solo a loro, gli aspetti meno noti ma non meno significativi di quel lungo, lucido, disegno di distruzione degli ebrei in Europa, cominciato con le leggi razziali, l'isolamento, l'espropriazione, proseguito con i ghetti, le fucilazioni di massa nell'est europeo fino ai campi di sterminio e, ancora dopo, con le marce della morte. Un processo di cui è noto, spesso, solo l'esito più clamoroso, ovvero le camere a gas, ma che va invece testimoniato e tramandato nella sua spietata interezza. Come è giusto ricordare quelle personalità del mondo ebraico che parteciparono con coraggio alla Resistenza europea e italiana, accanto ad altri uomini valorosi.
Vorrei da ministro dell'Integrazione esprimere il mio rammarico per non essere riusciti a far approvare prima della fine della legislatura una normativa più efficace e stringente per colpire l'odio razziale su internet, arrivando a oscurare i siti razzisti anche se con sede all'estero e a perseguire i frequentatori abituali. E' una proposta di legge lungamente studiata dai miei uffici e discussa a lungo con tecnici, giuristi e con gli amici della comunità ebraica, che affido come un lascito al Parlamento della prossima legislatura, confidando in una rapida approvazione: è un lavoro concluso, mi auguro che non si debba ripartire da capo».
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