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Riccardi a Settegiorni - RaiUno
"Ho idea che l'Italia è più avanti di quello che noi crediamo sul problema dell'integrazione degli immigrati: ho in mente il capitolo delle badanti, ho in mente, ad esempio, il capitolo dei lavoratori nelle industrie nel nord-est, tanti aspetti di integrazione reale che è divenuta anche, integrazione affettiva e culturale". Così il ministro Riccardi risponde ad Adriano Monti Buzzetti, giornalista di Settegiorni - RaiUno - in merito al suo dicastero e su quali fronti si giocherà, nei prossimi anni, la sfida dell'integrazione. Riccardi non ha dubbi: "La grande sfida è quella delle giovani generazioni, i giovani crescono con gli altri questa è la sfida".
Riccardi sottolinea l'importanza di "perseguire l'interesse nazionale e l'interesse nazionale è che nel Paese ci sia una presenza di immigrati regolari, che lavorino, si inseriscano e che diano una mano, e già danno una mano, allo sviluppo del nostro paese". Per il ministro gli immigrati sono "cittadini che non hanno una storia italiana; alcuni sono qui da venti o trent'anni, c'è gente che ha passato più vita in Italia che nel paese di origine. Il mondo dei migranti richiede un approccio diversificato perché si tratta anche di mondi diversi.















